
di Luigi Pesce
L’esasperazione del giovanilismo del Pezzali, che sogna le strade sterminate dell’America a bordo della sua moto fallica gialla e nera, è la scopiazzatura del mito di Easy Rider senza averne la drammaticità esistenziale. E’ il calco di un mito inflaccidito che si rifugia in Autogrill (ben al riparo dalla strada) per ingozzarsi gaiamente con gli amici di birra e Camogli.
Il Pezzali ha una voce che sembra filtrata dal tubo di scappamento di una motoretta scalcagnata (anche se lui preferirebbe che fosse una ganzissima Harley Davidson). Possiede il discretissimo fascino di un ragazzo che ti porta le pizze a casa e lo stesso carisma di una mozzarella lasciata troppo a lungo fuori dal frigorifero: grassoccio, sembra che, da un momento all’altro, la sua fronte enorme possa trasudare latte. Scrive, con indefessa costanza, canzoncine ridicole da quasi vent’anni, si veste come fosse un personaggio di Beside School e – non si capisce come – non ha mai imparato a contare le sillabe per far stare una parola in una melodia. Leggi il resto di questo articolo »




di Luigi Pesce


