A I.R., alle sue gambe

L'autore posa per i fotografi

Il nostro amico e collaboratore Tommaso Gazzolo sembra essere caduto nella tela del ragno. E siccome Lapsus ha a cuore gli innamorati, pubblichiamo volentieri il suo piccolo sonetto nel giorno di San Valentino.

di Tommaso Gazzolo

I.

Nell’ora della vergogna
per il mondo, di fellahoide plebaglia
di pace nera raccolta
in fiori selvaggi,
non si addicono i blue jeans (della ragazzaglia)
alle tue gambe
“Meravigliose”, in quella fotografia
Ma più lunghe e snelle
segrete come la gerarchia
che tu crei per me
carezzando, china, la testa del cane
(d’une manière si offensante pour
les hommes*):
è, questa, l’unica aristocrazia
che a noi rimane.


II.

Conosci la storia dei pigmei che accorciavano le gambe a giganteschi negri,
per ridurli alla propria statura?**
(Il livellamento democratico
richiede a me l’abiura, ed
a te l’eguale misura).

 

* Lettres persanes, LXXIV
** E. Jünger, Eumeswil.


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