500 (Giorni Assieme) (500 (Days of summer))
Marc Webb (USA, 2009)
scheda imdb
“E’ proprio questo il peccato originale del film: la storia d’amore di Tom e Sole non è la storia di due esseri umani…”
di Stefano Piri
Collage di ritagli di un amore molto contemporaneo e molto giovanile, 500doS presenta, a partire dalle primissime inquadrature, una confezione indie che parrebbe collocare il prodotto in una nicchia insolita rispetto alla commedia romantica hollywoodiana solitamente distribuita in Italia.
Tom (Joseph Gordon-Levitt) e Sole (Zooey Deschanel)1 condividono la passione per gli Smiths e per i Pixies: lui veste come il chitarrista di una garage band sfigata e lei ritiene Ringo Starr il suo Beatle preferito2.
Questa patina underground è probabilmente il motivo principale per cui a qualcuno può essere venuto in mente di andare a vedere il film (per lo meno è il motivo per cui ne è rimasto incuriosito chi scrive) e in effetti funziona piuttosto bene: i due personaggi sono tanto carini e ascoltano musica piuttosto figa. Sfortunatamente i pregi di 500doS finiscono più o meno qui.
Entrando nel merito, il conflitto fondamentale del film sta nel differente approccio dei due personaggi alla propria vita sentimentale: Tom è romantico, emotivo e cerca l’amore della vita mentre Sole è incostante, libera e rifiuta l’idea di un legame convenzionale.
(Se qualcuno di voi spera di venire a conoscenza di questi ed altri aspetti della psicologia dei personaggi con il trascorrere del film si rassegni: ogni cosa vi verrà sbattuta in faccia da un’insopportabile voce fuori campo più o meno alla terza inquadratura, rendendo i successivi 90 minuti di proiezione del tutto inutili)
Il film saltella avanti e indietro per i famosi 500 giorni ma la sostanza rimane più o meno sempre la stessa: Sole morde e fugge, Tom piagnucola.
Sole si concede e si nega alternativamente senza che si capisca ben il perché.
La si vorrebbe, si capisce, affascinante, sfuggente e contadditoria ma finisce per risultare del tutto inconsistente, e in ultima istanza piuttosto stronza,3 e in modo del tutto gratuito.
Tom, dicevamo, piagnucola con la sorellina calciatrice più matura della sua età, con il comprensivo capoufficio (?) e con i due simpatici amici di una vita: l’uno erotomane e l’altro fidanzato fin dalla preadolescenza.
Insomma, Tom piagnucola con buona parte dei cliché che la casistica della commedia romantica possa offrire.
E’ proprio questo, parlando più seriamente, il peccato originale del film: la storia d’amore di Tom e Sole non è la storia di due esseri umani.
Si tratta invece, vistosamente, della storia immaginata da uno sceneggiatore svogliato, che sceglie sempre la via più risaputa per mettere in scena un serie di luoghi comuni.
C’è lo split screen con i due, ciascuno nella sua stanza, che fissano il telefono nell’attesa che l’altro chiami, c’è l’appuntamento al buio a cui Tom va per dimenticarsi di Sole ma nel quale in realtà finisce per parlare di lei tutta la sera, c’è la morale “chiusa la porta si apre un portone”.
La vita non passa attraverso 500doS neanche per un secondo, ed è proprio quando il film si sforza di apparire sincero che risulta più gelido e artificiale.
Inoltre il regista è un esordiente che viene dal mondo del videoclip e dal videoclip sembra aver preso il peggio, ovvero l’idea che fare una regia consista nell’imbastire un baccanale di effettacci visivi e sonori.
Insomma, sarà anche vero che ormai a questo mondo tutto è stato raccontato, ma la scelta, in sé del tutto legittima, di servire la “solita minestra”, non dovrebbe esonerare dal dovere di servirla per bene, cambiando magari il servizio di stoviglie e la tovaglia.


La vera domanda da porsi è: ma perchè sei andato a vedere un film del genere??
Anche se trovo sinceramente ammirevole che il giorno di Natale, alle ore 8.12 (9.12 dato che, a quanto pare, Lapsus è uniformato al fuso-orario di Istanbul) i redattori abbiano postato questo pezzo, che oltretutto segna un passo avanti stilistico rispetto al precedente Tetro.
Uno schietto ammiratore
Diciamo che il film non l’ho proprio visto al cinema.
Il bello di internet è che puoi vedere anche i film per cui non spendresti i soldi del biglietto.
Comunque il motivo vero è che nel trailer c’era la Deschanel che cantava “there is a light that never goes out” e io ci sono cascato come un allocco.
Condivido peraltro la tua ammirazione nei confronti degli zelanti redattori, il cui sforzo natalizio è stato davvero commovente.
Stefano, hai tutta la mia ammirazione, hai praticamente inaugurato un nuovo genere di critica degna del giornalismo gonzo, il critico speranzoso, il critico con il cuore, il critico che vorrebbe cascarci e dà sempre un’altra possibilità ma si trova vinto dalla crudeltà di certe scelte di copione. Pessimismo e fastidio! you are the boy with the thorn in his side, su questo non c’è dubbio. Grande!
soprattutto, sei il critico che non va al cinema. una leggenda.